Caratteristica preponderante nel mio lavoro è la sperimentazione e la ricerca materica, tesa alla messa in pratica di tecniche disparate idonee alla conservazione e resistenti al l’azione disgregatrice del Tempo.
Se volessimo trovare un unico termine che sintetizzi la sua ricerca artistica sceglieremmo «serendipità», ovvero scoperta fortuita.
Laura Palmieri
Pur avendo studiato approfonditamente le tecniche artistiche tradizionali, infatti, non è stato facile per me trovare quella più adatta a dar forma alle mie idee.
Ho avuto bisogno di sperimentare, di sporcarmi le mani e di sbagliare: dovevo commettere un errore, quello giusto, quello risolutivo.
Gli errori sono i momenti astratti del divenire delle idee
Baruch Spinoza
La Fotografia
Nel mio processo creativo la fotografia rappresenta la fase preliminare, la memoria dell’esperienza vissuta che diventa il pretesto per dare vita al lavoro di post-produzione materica in studio.

Il Coopolimero EVA
L’impiego del coopolimero EVA rappresenta la soluzione alle mie esigenze di robustezza struttura e matericità dell’opera.
La plastica viene utilizzata per intervenire sull’immagine, i sui volumi, luci ed ombre, vengono sommersi in una sostanza densa e gelatinosa che solidificandosi conferisce al soggetto nuovo corpo e significato.

La Digitalizzazione
Creato il nuovo corpo dell’opera, questa assume i connotati di matrice, divenendo l’oggetto di ulteriori sperimentazioni.
In questa fase infatti, la digitalizzazione l’opera attiva nuovi processi creativi: scansioni, programmi, alterazioni e intelligenza artificiale diventano i nuovi strumenti tecnologici che utilizzo per generare nuove identità ad un linguaggio in continua trasformazione.

Le mie opere sono un works in progress inarrestabile, fatto di stratificazioni e riletture continue.